Recensione Lo schiaccianoci e i Quattro regni

Recensione Lo schiaccianoci e i Quattro regni

 

Trama

Il padrino Drosselmeyer (Morgan Freeman) è il più vecchio e fidato amico del signor Stahlbaum (Matthew Macfadyen). Così, come ogni vigilia di Natale, il ricco uomo d'affari e sua figlia Clara (Mackenzie Foy) si riuniscono con gli altri ospiti nel grande salone di casa Drosselmeyer, per partecipare alla magnifica festa che il giocattolaio indice tutti gli anni. Durante i consueti festeggiamenti però, avviene un fatto insolito: seguendo per gioco un filo dorato che attraversa i corridoi dell'immensa magione, la giovane Clara viene condotta in un mondo magico e sconosciuto, diviso in quattro reami incantati. Scortata dal valoroso soldato Philip e da una banda di arzilli topini, la bambina attraversa i paesaggi imbiancati del Paese dei fiocchi di neve, le terre variopinte del Paese dei fiori e infine i villaggi “commestibili” del Paese dei dolci. Incontra nuovi amici e preziosi alleati, tra i quali la sdolcinata Fata Confetto (Keira Knightley), e viene a conoscenza di una missione che solo lei può portare a termine: infiltrarsi nell'ostile quarto reame, dimora della perfida Madre Ginger (Helen Mirren) e recuperare un'antica chiave in grado di sbloccare un misterioso cofanetto.

Recensione

Disney sperimenta ancora cercando di adattare la fiaba di Hoffman ad Alice in Wonderland di Tim Burton rendendo anche un omaggio a Čajkovskij, ma il risultato della pellicola non è quello che tutti si aspettavano. Le aspettative infatti erano molto alte, ma il risultato è stato decisamente pessimo per diverse ragioni.

Prima di tutte la recitazione di alcuni personaggi, troppo forzata e quasi finta, ne è un esempio quella di Keir Knightley.

La trama poi è fin troppo contorta e in alcuni punti non si capisce quasi niente; molte cose sembrano buttate lì a caso.

E' un film che rimane piatto e banale, fino ad arrivare a dialoghi scontati.

Della fiaba di Hoffman non rimane nulla e anche del personaggio dello Schiaccianoci ne viene data un'immagine di soldato goffo, contorno senza spessore e personalità.

Il cattivo della serie, che doveva essere il colpo di scena del film, risulta evidente fin dalle sue prime apparizioni, lasciando perplesso il pubblico.

Unica nota positiva?

Il grande allestimento scenico. Le atmosfere sono magiche e le musiche davvero belle e questo è ciò che rende Disney, Disney.

Questo però non lo rende un capolavoro e anzi risulta evidente quanto il film sia malriuscito.

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