Linux Mint 20 abbandonerà l’architettura 32 bit

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Linux Mint 20

L’inevitabile conseguenza della caduta di 32 bit da Ubuntu 20.04 è che Linux Mint non supporterà più questa architettura sempre più obsoleta.

Linux Mint 20
Linux Mint 20

Il 18 giugno, Canonical, la società dietro il sistema operativo Ubuntu, Linux Mint 20, ha annunciato che stava abbandonando l’architettura a 32 bit e funzionava solo su versioni a 64 bit da Ubuntu 20.04. Questa decisione non è senza conseguenze, specialmente per Linux Mint.

Una decisione piena di buon senso

La più accessibile delle suite per ufficio Linux, che sta andando particolarmente bene grazie ai contributi sempre più generosi della sua comunità, ha annunciato a quest’ultima che da Linux Mint 20 l’architettura a 32 bit sarebbe stata abbandonata. Le versioni 19.x di Linux Mint, le versioni  LTS per “Supporto a lungo termine”, saranno ancora disponibili e corrette fino al 2023.

Se inizialmente la comunità era preoccupata di non poter più utilizzare Steam and Wine (che emula i programmi Windows) senza le librerie a 32 bit, Canonical voleva rassicurare, tornando sui suoi piani iniziali per annunciare di essere pronto a sviluppare componenti  legacy specifici per Ubuntu 19.10 e 20.04 LTS. Allo stesso modo, Clem Lefebvre scrive a nome del team di Linux Mint che gli sviluppatori sono pronti a risolvere eventuali problemi di compatibilità.

Afferma anche che la stessa comunità trova “logico” abbandonare i 32 bit con l’avvicinarsi del 2020: l’architettura a 64 bit è presente sul mercato dal 2003. Se si utilizzano vecchi componenti che non supportano l’architettura a 64 bit, sarà comunque possibile passare alla versione 19.x Linux Mint, già molto efficace.

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