La storia della massoneria italiana

La storia della massoneria italiana ha origine nel 1728, anche se vi sono delle potenziali tracce nel 1723, a pochi anni dalla nascita della prima gran loggia.

Fidelitas (nome della prima loggia massonica) si ritiene essere fondata a Grifalico (Calabria) appunto nel 1723.

La prima loggia regolare però, fu fondata a Napoli nel 1728, il suo nome fu la Perfetta Unione. Riuscì ad avere autorizzazione dalla Gran Loggia d'Inghilterra.

Anche a Firenze fu fondata una Loggia. Era il 1731 quando al nucleo centrale inglese si unirono nobili ed intellettuali fiorentini. Su questa loggia si esercitarono gli effetti della bolla pontificia In eminenti (1738, primo documento pontificio di condanna della Massoneria e di scomunica per tutti coloro che vi aderiscono).

Di questa loggia vi fecero parte italiani come Antonio Cocchi (medico, scrittore e naturalista italiano) e Tommaso Crudeli (poeta e giurista italiano).

Crudeli fu incarcerato e torturato dal Sant'Uffizio di Firenze. Morì per il postumi del carcere a Poppi (Arezzo, Toscana) nel 1745. Viene considerato il primo martire della massoneria universale.

A Livorno nacquero quattro logge. Due tra il 1763 e il 1765 che ottennero una patente di fondazione dalla Gran Loggia inglese degli Antients; le altre due nel 1771, ottenendo la patente dalla Gran Loggia d'Inghilterra dei Moderns.

La massoneria arrivò anche a Roma:

  • 1735/1737 nascita di una loggia giacobita.
  • Tra il 1776 e il 1787 vennero fondate due logge di rito scozzese.
  • 27 maggio 1789, il Conte Cagliostro tentò di organizzare una loggia basata sul proprio sistema egiziano, ma venne arrestato e processato dal Sant'Uffizio che lo condannò come eretico formale, mago e libero muratore. La sua pena venne commutata poi nel carcere perpetuo.

A Chambéry (Savoia che era parte integrante del Regno di Sardegna) fu fondata una loggia massonica. Questa ebbe una patente rilasciata dalla Gran Loggia di Londra nel 1739 al marchese Fracois Noyel de Bellegarde.

Questa loggia nel 1752 assunse il nome di Gran Loggia Madre, ed ebbe la facoltà di creare altre logge nei territori del regno di Sardegna; nel 1765 ne vennero create tre tra cui una a Torino. Qui il conte di Bernezzo ottenne il titolo di maestro provinciale per il Piemonte.

Anche a Venezia fu fondata una loggia. Di questa loggia possiamo ricollegare tre personaggi famosi: Giacomo Casanova, Carlo Goldoni e Francesco Griselini.

La loggia rimase attiva fino al 1755 quando l'Inquisizione non arrestò Casanova e perciò dovette chiudere.

La prima loggia di Napoli era formata da alti ufficiali e nobili e nel 1747 il Principe di San Severo diede vita ad un cerchio interno ove generò il Rito Egizio Tradizionale, la più antica comunione massonica italiana ancora operante.

Dopo la pubblicazione nel 1751 della Bolla papale Providas Romanorum Pontificum, emanata da Papa Benedetto XIV, le logge vennero nuovamente condannate e Carlo VII di Borbone promulgò un editto che proibiva la libera Muratorìa nel Regno di Napoli.

Nonostante questo provvedimento, la Massoneria non venne stroncata anzi, una risorta loggia locale ottenne una patente dalla Gran Loggia Nazionale di Olanda che la promuoveva al rango di Gran Loggia Provinciale per il Regno di Napoli.

Raimondo di Sangro, VII principe di Sansevero, divenne massone nel 1774 e gran maestro di tutte le logge napoletane.

A Napoli sorse La philantropia, loggia di rito inglese in cui vi presero parte diversi illuministi, infatti siamo sul finire del settecento.

Di questi illuministi ricordiamo Mario Pagano, Gaetano Filangieri, Giuseppe Albanese, Donato Tommasi, Domenico Cirillo.

Anche in Liguria risultano diverse logge una a Bordighera e due a Genova.

Nel 1756 fu fondata una loggia a Milano, subito scoperta dalle autorità austriache. Nel 1757, il duca di Modena, Francesco III d'Este emanò un editto in cui venivano vietate le riunioni massoniche in tutto il territorio lombardo .

La loggia però continuò ad esistere e nel 1783 aderì alla Gran Loggia di Vienna.

Sempre a Milano nel 1805 venne fondato il Supremo Consiglio d'Italia del Rito scozzese antico e accettato per opera del conte francese Alexandre Francois Auguste de Grasse Tilly.

Dopo la caduta del Regno d'Italia, i vari stati inaugurarono un periodo di repressione del fenomeno massonico.

Vittorio Emanuele I, nel Regno di Sardegna, emanò un editto con il quale ribadì la proibizione delle adunanze segrete.

Un decreto analogo venne emanato nel Lombardo Veneto.

Anche papa Pio VII emanò un editto che, rifacendosi alle encicliche di papa Clemente XII e papa Benedetto XIV, vietava le aggregazioni massoniche.

Nonostante tutti questi editti, i massoni italiani resistettero e rinforzarono sempre più la loro attività.

Era il 1859 quando a Torino venne costituita una nuova loggia chiamata Ausonia.

Sempre a Torino nacque un'organizzazione che aspirava a diventare una Gran Loggia nazionale e prese il nome di Grande Oriente Italiano. Il suo gran maestro fu Costantino Nigra.

Anche Giuseppe Garibaldi era massone e infatti fu salutato come primo libero muratoer italiano, ricevendo il 33° grado del Rito scozzere. Garibaldi chiese a Mazzi di sostituirlo nella carica di Gran Maestro, ma quest'ultimo rifiutò.

La presenza di Mazzini come massone però non è mai stata provata anche se sappiamo che l'uomo era impegnato nella sua società segreta (la Giovine Italia). In effetti, Mazzini fu carbonaro e questa fu presto distinta dalla massoneria.

Un altro massone storico fu Francesco Crispi.

Nel 1884 fu pubblicata l'enciclica Humanum Genus di papa Leone XIII che segnò il momento più forte dello scontro tra Chiesa e Massoneria.

Nel 1922 il IV congresso moscovita dell'Internazionale Comunista, proclamava l'incompatibilità tra militanza nei partiti comunisti e l'appartenenza alla massoneria.

Anche Mussolini, durante il Gran Consiglio del fascismo, dichiarava l'incompatibilità tra militanza fascista e appartenenza alla massoneria.

Per cercare di ammorbidire il Gran Consiglio, la Gran Loggia di Piazza del Gesù affermò che i massoni aderenti obbedivano devotamente alla gerarchia fascista ed erano fedeli al supremo duce Benito Mussolini; resero obbligatoria una dichiarazione di fedeltà al fascismo da parte dei propri affiliati.

Nel 1925 la Camera dei deputati approvò il progetto di legge sulla disciplina delle associazioni che aveva lo scopo di sciogliere le logge massoniche.

Secondo Mussolini la moderna democrazia non era altro che una subdola dittatura massonica perciò lui voleva che tutte le società segrete fossero sciolte.

Nel 1925 il Gran maestro Domizio Torrigiani fece sciogliere tutte le logge massoniche tranne quella del Grande Oriente D'Italia, in quanto era in amicizia con la Gran loggia di Francia.

Nel dopoguerra, dopo la caduta del fascismo, la massoneria italiana risorse sotto i vessilli del Grande Oriente di Palazzo Giustiniani e di Pizza del Gesù. Quest'ultima dal 1956 iniziò ad accettare le donne come iniziate, dando vita e riconoscendo le logge costituite da donne.

La loggia storica del Grande Oriente d'Italia fu il P2. Fu fondata nel 1877 con il nome di Propaganda Massonica e successivamente prese il nome di P2 ossia propaganda due. Questa dava importanza alla segretezza dei suoi iniziati.

Il Gran Maestro fu Lino Salvini che poi delegò Lucio Gelli a rappresentarlo in tutte le funzioni all'interno della loggia e poi nominato Maestro venerabile.

Gelli però causò uno dei più gravi scandali politici nella storia della Repubblica Italiana quando pubblicò il suo programma sovversivo dell'assetto socio-politico-istituzionale.

Nel 1981 furono rinvenute le liste degli affiliati alla P2 e Armando Corona, nuovo Gran Maestro, espulse Lucio Gelli per evitare altri scandali.

Fu a causa di questi fatti che iniziò l'inchiesta sulla P2 e la Commissione parlamentare d'Inchiesta, presieduta dall'onorevole Tina Anselmi, concluse che la loggia era una vera e propria organizzazione criminale. Per questo motivo la loggia venne sciolta.

Struttura della Massoneria

La Massoneria italiana è strutturata diversamente dalle altre e questo può variare in base alle diverse obbedienze.

La struttura è organizzata in logge. Ogni loggia è composta da un numero variabile di persone, ma il minimo richiesto è 7.

Al vertice troviamo il Maestro Venerabile che la presiede. E' eletto tra i fratelli della loggia che hanno raggiunto almeno il 3° grado iniziatico.

Una o più logge formano un Oriente.

Uno o più Orienti formano una provincia massonica.

Tutte le logge formano un'obbedienza.

A presiedere l'obbedienza è il Gran Maestro che viene eletto dai maestri venerabili di tutte le logge.

Aspetti Giuridici

L'art. 18 della Costituzione Italiana al primo comma riconosce e tutela la libertà di associazione per fini che non sono vietati dalla legge, ma al secondo comma vieta le associazioni segrete.

Nel 1982 fu emanata la legge numero 17, legge Spadolini-Anselmi in base a tale legge, si "considerano associazioni segrete e come tali vietate dall'articolo 18 della Costituzione quelle che, anche all'interno di associazioni palesi, occultando la loro esistenza ovvero tenendo segrete congiuntamente finalità e attività sociali, ovvero rendendo sconosciuti, in tutto o in parte e anche reciprocamente, i soci, svolgono attività diretta ad interferire sull'esercizio delle funzioni di organi costituzionali, di amministrazioni pubbliche, anche ad ordinamento autonomo, di enti pubblici, anche economici, nonché di servizi pubblici essenziali di interesse nazionale"

Alcuni massoni però hanno spesso affermato che tali caratteristiche non sono rintracciabili nella massoneria in quanto tale e in effetti la legge 17 non è mai stata applicata a tali associazioni. Il 22 marzo 1990 il consiglio superiore della magistratura ha proibito ai magistrati l'appartenenza alla massoneria.

 

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