La mitologia greca

“Questa è storia di un tempo lontanissimo. Il tempo dei miti e delle leggende.”

La mitologia greca si compone di una vasta raccolta di racconti, che spiegano l’origine del mondo, ci raccontano della vita degli eroi greci ma anche di quella degli dèi.

I racconti erano scritti in poesia e inizialmente raccontati oralmente, successivamente, furono messi per iscritto ed è per questo motivo che sono giunti fino a noi. Le fonti più antiche sono l’Iliade e l’Odissea, due poemi epici i cui avvenimenti ruotano intorno alla guerra di Troia.

Secondo la tradizione, gli dèi vivevano sul monte Olimpo, in Tessaglia, dove formavano una società gerarchizzata conformemente alla loro autorità e ai loro poteri.

I dodici principali furono Zeus, Era, Efesto, Atena, Apollo, Artemide, Ares, Afrodite, Estia, Ermes, Demetra e Poseidone. Tra questi, Ade non è contemplato perché il suo posto è nel regno dei morti (l’Ade o gli Inferi) dove vive in compagnia della sua sposa Persefone.

Oltre questi dèi, abbiamo un elenco di divinità minori, che vedremo in seguito.

Zeus, Ade e Poseidone inoltre sono associati a tre domini principali: Cielo, Terra e Mare.

Il primo, nella mitologia greca, è il dio del cielo e il signore degli dei del monte

Olimpo; corrispettivo del dio romano Giove.

Secondo Omero, egli è anche il creatore del genere umano, nonché il dispensatore dei fulmini. Il dio della pioggia è inoltre il figlio più giovane del titano Crono e della Titanide Rea.

Secondo la leggenda, Crono per paura di perdere il trono decise di ingoiare tutti i suoi figli appena nati, ciò però non successe a Zeus. Rea infatti fece un fagotto con delle pietre che il marito ingoò. Nel frattempo, la titanide, nascose il piccolo dio a Creta, dove venne accudito dalle ninfe.

Divenuto adulto, il dio sfidò il padre e lo obbligò a restituire i suoi fratelli. Essi carichi di vendetta sfidarono Crono e gli altri titani. Vinsero e gettarono nel Tartaro la vecchia generazione.

Il secondo, re del mondo sotterraneo, della morte e del rimorso. Dio delle ombre. Il suo ruolo sull’Olimpo è ambiguo in quanto non completamente accettato. Figlio di Crono e Rea, partecipò insieme ai fratelli alla titanomachia e in quell’occasione, i ciclopi gli formarono la kunée o elmo dell'oscurità, un elmo magico in pelle d'animale che gli permette di diventare invisibile: si poté introdurre così segretamente nella dimora di Crono rubandogli le armi e, mentre Poseidone minacciava il padre col tridente, Zeus lo colpì con la folgore.

E’ poco presente nella mitologia riguardante l’Olimpo anche se viene annoverato come uno dei più potenti, lo vediamo maggiormente in miti legati ad Orfeo, Teseo ed Eracle

Il suo corrispettivo romano è Plutone mentre quello egizio è Osiride.

Il terzo è il dio del mare, dei fiumi, dei laghi, delle alluvioni, dei maremoti e dei terremoti. È figlio di Crono e Rea, ed insieme a Zeus e Ade partecipò alla detronizzazione di Crono. Comanda su uno dei tre regni, come re dei mari e delle acque. Nelle rappresentazioni classiche è visto come uomo maturo, di corporatura robusta, con una barba vistosa, e regge un tridente.

E’ sposato con Anfitrite ed è madre di Tritone. E’ una delle Nereidi e viene spesso rappresentata con i capelli neri e un’armatura di colore verde.

Il suo corrispettivo nella mitologia romana è Nettuno.

Nei moltissimi miti e leggende di cui si compone la mitologia greca, le divinità sono descritte come esseri immortali dotati di un corpo idealizzato ma assolutamente reale. Secondo Walter Burkert la caratteristica qualificante dell'antropomorfismo greco è che "gli dei greci sono persone, non astrazioni, idee o concetti

La maggior parte degli dei era associata ad aspetti specifici della vita.

  • Afrodite: dea dell’amore, della bellezza, del desiderio, della fertilità e del piacere carnale. Anche se sposata con Efesto, aveva diversi amanti, tra cui Ares, Adone e Anchise. Secondo la mitologia, la dea emerse dalla spuma del mare e su una conchiglia arrivò presso l’isola di Citera, a sud della Grecia.

Il suo corrispettivo romano è Venere.

  • Apollo: Dio della musica, delle arti, della conoscenza, della cura, della peste, della profezia, della bellezza maschile, del tiro con l'arco e del sole. È il figlio di Zeus e Latona e ha una sorella gemella, Artemide. Come fratello e sorella vennero identificati con il sole e la luna ed entrambi usavano archi e frecce.

Essendo il dio della poesia, è il capo delle muse. Il dio è legato al mito di Cassandra. Per sedurre la donna, figlia del re Priamo, Apollo le promise il dono della profezia, ma dopo aver accettato, si tirò indietro. Apollo allora le diede sì il dono di vedere il futuro, ma la condannò a non venir mai creduta per le sue previsioni. Una di queste fu la caduta di Troia.

Nella mitologia romana il suo nome rimane invariato.

  • Ares: è il dio della guerra, della vendetta e della violenza. Figlio di Zeus ed Era. Omero lo descrivo come un dio sanguigno e umorale, in netto contrasto con Atena. Il suo essere il signore della guerra è in realtà un imprecisione, in quanto lui è la rappresentazione degli aspetti più violenti e sanguinosi di essa.

Il suo culto era poco diffuso nell’antica Grecia, se non a Sparta dove veniva invocato affinché concedesse il suo favore prima delle battaglie. A Roma, viene identificato con il nome Marte.

  • Artemide: dea vergine della caccia delle ragazze, del parto, della luna. Figlia di Zeus e Latona e sorella gemella di Apollo.

Secondo la mitologia greca, quando Era scoprì dell’adulterio di Zeus, maledì la donna ordinando al mostro Pitone di perseguitare la donna affinché ella non partorisse in nessun posto dove brillasse il sole. Leto allora riuscì a partorire su un’isola che non era soggetta all’ira della dea. Secondo il mito, quest’isola non era altri che sua sorella, Asteria, tramutata in isola quando rifiutò l’amore di Zeus.

Fu identificata come la personificazione della Luna crescente, insieme a Selene (la Luna piena) ed Ecate (la Luna calante).

Insieme ad Atena ed Estia era una dea vergine.

Il suo corrispettivo romano è Diana.

  • Atena: dea della strategia militare, dell’intelligenza, della pace e degli aspetti più nobili della guerra. Figlia di Zeus; secondo il mito nacqua dalla testa del padre già adulta e formata, con indosso un’armatura.

E’ la dea che difende gli eroi positivi, le donne industriose e gli artigiani.

Viene sempre rappresentata con un elmo con cimiero.

La sua corrispondente romana è Minerva.

  • Demetra: dea del grano, dell'agricoltura, del raccolto, della crescita e della nutrizione. È figlia di Crono e Rea e sorella di Zeus, dal quale ebbe Persefone.

E’ la dea dei misteri elusini, ossia riti religiosi misterici

Sua figlia, secondo il mito, venne rapita da Ade e con l’inganno, affinché rimanesse per sempre al suo fianco le diede un melograno: chiunque mangia il cibo degli Inferi, vi rimane.

Intanto Demetra, impazzita per il dolore, cercava la figlia per ogni dove.

Nessuno poteva rivelarle dove fosse nascosta Persefone, poiché questi erano gli ordini di Zeus.

Demetra allora decise di far diventare sterile la terra. Zeus, che non poteva permettere una simile sventura, decise di stringere un patto con Demetra: l’accordo prevedeva che Persefone sarebbe rimasta sei mesi con lo sposo e altri sei con la madre, in modo da rispettare il matrimonio con Ade e contemporaneamente curare la terra insieme a Demetra.

Il suo corrispettivo romano è Cerere.

  • Dioniso: Dio del vino, delle feste, della follia, del caos, dell'ubriachezza, delle droghe e dell'estasi. Dio "ibrido" dalla multiforme natura maschile e femminile, animalesca e divina, tragica e comica, incarna la scintilla primordiale e istintuale presente in ogni essere vivente.

Nietzche nella nascita della tragedia ha creato la categoria del dionisiaco – emblema delle forze naturali, vitalistiche e irrazionali – contrapponendola a quella dell'apollineo.

A Roma corrisponde al dio Bacco.

  • Efesto: Dio del fuoco, della metallurgia, e dell'artigianato. Figlio di Zeus ed Era, o di lei soltanto, è il fabbro degli dei, marito brutto dell'adultera Afrodite

Nell’Iliade, Omero, racconta come il dio fosse dotato di grande forza nei muscoli delle braccia e delle spalle.

La sua grande fucina si trova nelle viscere dell'Etna, lavora insieme ai suoi ciclopi, dove i colpi delle loro incudini e il loro ansimare fa brontolare i vulcani della zona e il fuoco della loro fucina arrossa la cima dell'Etna.

Il suo omonimo romano è Vulcano.

  • Era: Regina degli dèi e dea del matrimonio, delle donne adulte, del parto, dell'eredità, dei re e degli imperi. È la moglie e sorella di Zeus, figlia di Crono e Rea.

Nonostante fosse la dea del matrimonio, Zeus le era molto infedele e questo le procurava gelosia e sete di vendetta.

A roma il suo corrispettivo era Giunone.

  • Ermes: dio dei confini, dei viaggi, delle comunicazioni, degli scambi commerciali, dei linguaggi e della scrittura. Figlio di Zeus e Maia, era il messaggero degli dèi e uno psicopompo che accompagnava le anime dei trapassati nell'aldilà

Viene spesso rappresentato con un caduceo, sandali con le ali, un petaso o altro cappello da viaggio.

Nella mitologia romana il corrispondente di Ermes è Mercurio.

  • Estia: Dea vergine della terra, della casa, del focolare e della castità. E’ la figlia primogenita di Cronos e Rea, sorella di Zeus.

Appare spesso come una donna umile, protettrice della famiglia.

Sacrificò il trono sull'Olimpo quando Dioniso divenne dio e per questo venne chiamata anche "ultima dea".

Ammirata dai suoi fratelli, i quali chiesero spesso la sua mano, Estia fece voto di castità e così Zeus respinse le loro proposte.

In età moderna le teorie sui miti sono state definite come racconti derivati dai testi sacri e i fatti ne sono stati travisati e alterati.

Tra queste teorie ricordiamo:

  • Teoria allegorica: i miti sono rappresentazioni allegoriche e simboliche dei fatti.
  • Teoria fisica: gli dei non solo altro che personificazioni degli elementi della natura.
  • Teoria storica: tutti i personaggi raccontati nei miti furono in realtà persone esistite realmente e che in seguito sono stati trasfigurati

Le teorie e le supposizioni sui miti sono tante ma non possiamo immaginare come fosse vivere in quell'epoca in cui la scienza non era sviluppata e la filosofia doveva ancora prendere piede. Si andava avanti spiegando ciò che non era razionalmente possibile con storielle che potevano essere capite da tutti, così ad esempio un maremoto poteva essere spiegato come l'ira di Poseidone.

 

Lascia un Commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *