La mitologia aborigena australiana

La mitologia australiana inizia nell'epoca antecedente alla creazione del mondo, epoca chiamata Dreamtime ossia il Tempo del Sogno.

I miti che compongono la cultura aborigena sono storie tradizionalmente raccontate dai popoli aborigeni all'interno di ciascuno dei gruppi linguistici dell'Australia.

Tutti questi miti raccontano, in maniera diversa, verità significative all'interno del paesaggio culturale locale di ciascun gruppo aborigeno, coprendo effettivamente l'intera topografia del continente australiano con sfumature culturali e significati più profondi, e mettendo a disposizione di un pubblico selezionato la saggezza e la conoscenza accumulate dagli antenati degli aborigeni australiani da tempo immemorabile.

Un linguista australiano, R. M. W. Dixon, registrando dei miti aborigeni nella loro lingua originale, notò delle coincidenze tra alcuni dei dettagli paesaggistici che venivano narrati all'interno di vari miti, e alcune delle scoperte scientifiche che venivano fatte sugli stessi paesaggi.

Nel caso dei miti dell'Altopiano Atherton sulle origini del Lago Eacham, del Lago Barrine, e del Lago Euramo, le ricerche geologiche hanno permesso di datare le stesse esplosioni formative vulcaniche descritte dai narratori dei miti aborigeni, come occorsi più di 10.000 anni fa. Campioni di pollini fossili provenienti dai sedimenti depositatisi sul fondo di quei crateri fin dalla loro formazione hanno confermato la storia dei narratori di miti aborigeni, secondo cui a quel tempo le foreste di eucalipti dominavano al posto delle attuali foreste pluviali tropicali.

Da questo si può capire quanto un certo numero di miti raccontati per tutta l'Australia descrivano accuratamente i paesaggi di un antico passato, annotando soprattutto quel gran numero di miti che parlano dei precedenti livelli del mare, compresi:

  • il mito di Port Phillip descrive la Baia di Port Phillip in passato come terraferma, e il corso dello Yarra River come un tempo diverso (che seguiva l'allora palude di Carrum Carrum)
  • il mito della linea costiera della Grande Barriera Corallina appena a sud di Cairns, che narra di un'antica linea costiera (poi sommersa) che stava al margine della Grande Barriera Corallina.
  • i miti del Lago Eyre narranti dei deserti dell'Australia Centrale una volta fertili, delle pianure caratterizzate da notevoli precipitazioni e dei deserti intorno all'attuale Lago Eyre, che erano un giardino sterminato.

 

In Australia esistono 400 distinti gruppi aborigeniciascuno distinto da nomi unici molto spesso identificanti particolari lingue, dialetti o caratteristici manierismi del linguaggio, ciascuno dei quali sarebbe stato utilizzato per narrare i miti originali, da cui le parole e i nomi distintivi dei miti individuali sono derivati.

Esistono così tanti e distinti gruppi, linguaggi, credi e pratiche aborigeni, che non sembra sensato tentare di caratterizzare, sotto una sola intestazione.

 

Miti pan-australiani

  • Serpente arcobaleno: Molti gruppi aborigeni parlano, con diverse variazioni, di un singolo mito narrante di un serpente incredibilmente potente, spesso creativo, spesso pericoloso, talvolta di enormi dimensioni strettamente associato ad arcobaleni, pioggia, fiumi e pozze d'acqua profonde.Esso viene generalmente identificato da quelli che narrano i miti del "Serpente Arcobaleno", come un serpente di dimensioni alquanto enormi, spesso abitante nelle pozze d'acqua più profonde di molti corsi d'acqua australiani; discendente da quell'enorme essere visibile nella striscia scura della Via Lattea; esso si rivela al popolo in questo mondo come un arcobaleno mentre si muove attraverso acque e pioggia, dando forma ai paesaggi, citando e cantando di luoghi, ingoiando e spesso annegando persone; potenziando i saggi con il potere di far piovere e guarire; castigando gli altri con ferite, debolezza, malattia e morte.
  • Capitano Cook: essendo questo un personaggio "mitico" condiviso con la più ampia comunità australiana che attribuisce peraltro a James Cook un ruolo chiave nella colonizzazione dell'Australia. Il "Capitano Cook" aborigeno viene indicato come colui il quale porta la legge britannica in Australia, ma il suo arrivo non è festeggiato e, per lo più, nei racconti aborigeni, viene descritto come un malvagio.

Gli antropologi aborigeni propensi a generalizzare ritengono che tutti i miti aborigeni australiani, in combinazione, rappresentino una specie di biblioteca non-scritta, ossia orale, entro la quale i popoli aborigeni imparano qualcosa sul mondo.

Le leggende aborigene appartengono alla cosmogonia aborigena caratterizzata dalla visione del mondo che gli ha permesso di codificare e interpretare i vari fenomeni temporali e spaziali.

Gli aborigeni credono che tutti gli esseri del mondo siano stati creati da esseri soprannaturali, successivamente scomparsi, volatilizzati in cielo oppure penetrati nella terra al tempo chiamato "Tempo del Sogno".

Tra i miti più importanti abbiamo quello sulle origini della vita, secondo il quale la terra era desolata, buia. Da questo sonno uscirono gli esseri mitici che hanno impregnato i luoghi di nascita con il loro potere spirituale, aggiungendo sulla terra gli spiriti di diversi animali.

I personaggi fondamentali delle leggende aborigene sono le creature viventi al "Tempo del Sogno" e quindi canguri, koala, serpenti, insetti, uccelli antropomorfizzati.

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