Capitolo Sei de “l’ammazza-demoni”

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“Oh merda…” la testa mi gira in una maniera assurda, talmente tanto che non riesco ad aprire gli occhi.
Sono sdraiata su un materasso che a contatto con la schiena risulta troppo morbido e così capisco di non essere sul mio. Ma allora dove diavolo sono?
Una mano mi sfiora delicatamente la fronte e mi fa immediatamente venire mille brividi lungo il corpo.
<> dice la voce che riconosco a malapena essere quella di Helel.
<> sussurro con la poca voce che riesco a emettere.
<> dice lui tranquillizzandomi solo in parte.
Apro gli occhi finalmente conscia di dove mi trovo e di star recuperando le energie piano piano. Puntello le mani al letto e provo a tirarmi ma faccio fatica e così il figlio di Satana mi aiuta ad appoggiarmi alla testiera.
E’ una camera da letto molto maschile, pareti grigio scuro, nessuna foto o quadro. Sul lato più lontano vi è una sedia su cui è appoggiata una giacca sportiva. Il letto è l’unico arredamento che occupa la stanza. Lenzuola bianche e copriletto nero come la notte. Ai lati vi sono due comodini e su quello di destra vedo dei libri impilati l’uno sopra l’altro.
E’ una stanza semplice, ma molto ordinata.
<> mi domanda distraendomi dall’ispezione.
<>
<>
<> dico assolutamente certa delle mie parole.
Le lezioni della nonna erano chiare, soprattutto quando parlava delle armi benedette e maledette. Le prime sono usate per uccidere i demoni provenienti dall’inferno, in quanto il loro sangue è avverso a tutto ciò che proviene dal Cielo.
Le secondo invece pensavo fossero sparite dopo la guerra tra angeli e demoni e invece eccone una apparire e ferirmi. Però è strano…
In origine furono create per bilanciare la guerra tra angeli e demoni. Una guerra che durò per anni e anni e portò alla morte di migliaia di angeli, essi buoni o cattivi.
Era una guerra voluta da Lucifero per decretare il suo potere sulla terra, ma Michele era forte quanto il fratello perciò non ci fu mai un vincitore assoluto; fu solo grazie all’intervento divino che la guerra si concluse e venne deciso che la terra non doveva essere di nessuno, ma che i suoi abitanti potevano decidere come comportarsi durante il corso della loro vita: libero arbitrio insomma.
Dopo la guerra tutte le armi furono sequestrate e portate in luogo segreto, tutte tranne una. Il pugnale che porto al mio fianco è l’unica arma benedetta rimasta sulla terra su volere di Lucifero e Michele affinché ci fosse sempre una ammazza-demoni che avrebbe rimandato all’Inferno gli esseri sfuggiti al controllo del Diavolo.
Da allora questo pugnale viene tramandato di figlia in figlia finché non è giunto a me.
<> dico ad Helel.
<>
<> gli dico pensandoci.
<> mi dice guardandomi.
<>
<> dice in pensiero.
Oh no!
<> chiedo arrivando subito al nodo cruciale.
< dice lui quasi frustrato.
Scosto le lenzuola per poter scendere dal letto e tornarmene a casa ad indagare sulla questione ma Helel mi blocca.
<>
<> gli dico.
<> spiega semplicemente, lasciandomi a bocca aperta.
<>
<> chiedo non comprendendo completamente ciò che sta dicendo.
<> chiede fissandomi quasi meravigliato.
<> gli dico allarmata.
Ma di che diamine sta parlando? Certo che guarisco in fretta, nonna lo ha sempre attribuito al fatto di essere una cacciatrice di demoni e spiegandomi che una volta invecchiati questo processo sarebbe diventato come quello dei normali umani. Insomma, una volta passato il testimone alla prossima cacciatrice io diventerò normale.
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<> chiedo ora preoccupata.
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