Capitolo Quattro de “L’ammazza-demoni”

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Il suo incedere forte e sicuro cattura l’attenzione dei pochi avventori abituali. Glory lo fissa spudoratamente e sembra quasi sbavare. Le rifilo una gomitata giusto per farle assumere un aspetto dignitoso e massaggiandosi il punto dolente richiude la bocca fingendo di lavorare.

<<Un caffè>> dice l’uomo con una voce profonda e parecchio piacevole ma ciò che percepisco da lui è cattivo. Inizio a sentire una “strana” sensazione e capisco che ciò con cui ho a che fare non è del mio mondo,

<<Macchiato? Lungo, ristretto? Marocchino?>> chiedo elencando i diversi tipi di caffè che prepariamo.

<<Nero. Come la mia anima>> Oddio!! Battutaccia squallidissima! Mi giro verso la macchina del caffè per non ridergli in faccia ma i singulti da riso mi scuotono leggermente le spalle e credo che l’uomo se ne sia accorto.e

<<Trova la mia una battuta?>> chiede quando gli porgo l’espresso, nero, come da lui richiesto.

<<No mi scusi, signore>> gli dico sentendo provenire da lui delle bruttissime vibrazioni.

Il suo sguardo è magnetico e dentro vi scorgo qualcosa di non propriamente umano. I brividi lungo la schiena mi fanno preoccupare visibilmente procurandomi la netta sensazione di trovarmi davanti un demone o qualcosa di simile.

<<Io ti conosco>> dice solamente lasciandomi di stucco, lasciando intendere che sa la verità su di me.

<<Scusi?>> chiedo fingendo di non capire mentre il sospetto comincia a dilagare.

<<Ti vedo tutti i giorni passando di qui…>> dice semplicemente eppure so che la sua frase è una finzione e nasconde la pura verità: lui sa chi sono e io so chi è lui.

<<Eppure è la prima volta che si ferma a prendere un caffè>> gli dico posando la sua tazzina dentro la lavastoviglie e stando al suo gioco.

Non dice nulla, ma il suo sguardo lascia intendere milioni di cose. Vedo nei suoi occhi le fiamme dell’inferno. Sussulto e questo sembra far piacere all’uomo che sorride mostrandomi i denti in un ghigno malevole.

Mi guardo intorno cercando un modo per far andare via tutti. Non ho con me il mio pugnale benedetto e non so come fronteggiare il demone che mi sta di fronte. E’ la prima volta che mi capita di vederne uno alla luce del sole e questo mi rende insicura e fa vacillare tutti gli insegnamenti della nonna.

Il demone però mi stupisce, estrae dalla tasca una banconota e la lascia sul bancone.

<<Tieni il resto, Amanda.>> dice voltandosi e uscendo dal locale.

Passo il resto della mattinata agitata e quando il mio turno finisce scappo a casa senza salutare Glory.

Sono talmente nervosa che non so cosa pensare, cosa fare e soprattutto a chi chiedere.

I demoni non escono durante il giorno questo è risaputo ed è stato uno dei primi insegnamenti della nonna.

<<Ricorda Amanda, di giorno sarai sempre al sicuro. E’ quando cala il sole che dovrai essere più vigile perché è il momento in cui i demoni cominceranno a sbucare nel nostro mondo…>> questa frase era una specie di mantra per lei, era solita ripeterla durante ogni lezione in modo che mi entrasse in testa e non la dimenticassi mai.

In questo momento vorrei proprio che fosse ancora viva e chiederle quale essere è in grado di uscire durante le ore diurne. Deve essere potente, molto per poterlo fare e l’ho sentito sulla pelle. Il mio intuito non sbaglia mai.

Entro nella piccola biblioteca di casa lasciando cadere per terra borsa e giacca. Non saluto nemmeno la zia tanto sono di fretta.

Sfoglio i libri che parlano di demoni, ma nessuno di essi sembra raffigurare il demone che ho visto quest’oggi.

Il mistero è comincia a infittirsi. Cosa vuole questo demone da me?

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