Chi erano i Fratelli di Eliopoli e Fulcanelli?

Correva l'anno 1907 circa quando René Adolphe Schwaller de Lubicz (Asnières-sur-Seine, 30 dicembre 1887 – Grasse, 7 dicembre 1961), alchimista, egittologo, esoterista francese, incontrò per la prima volta nella Closerie des Lilas, a Montparnasse, un alchimista che si faceva chiamare Fulcanelli.

Quest'uomo non si sa precisamente chi fosse, molti però sospettarono che dietro il soprannome si nasconda l'identità Jean Julien Champagne. Costui lo scelse in quanto foneticamente è simile a Vulcano, il mitico fabbro degli dei e ad Helios, l'antica divinità solare. Lo pseudonimo utilizzato è formato dall'unione delle parole Vulcano ed Helio, due elementi che rimandano ai fuochi alchemici.

I due trascorsero diverso tempo a parlare di alchimia, in particolare dell’Oeuvre, la grande opera della trasmutazione. Ma in realtà chi era davvero Fulcanelli, l'uomo senza volto?

Da più di cinquant'anni si indaga sulla vita di quest'uomo, i cui caratteri salienti sono in profonda commistione con il Conte di Saint Germain, tanto che alcuni hanno ipotizzato che si tratti della stessa persona.

Di lui si sa solo che scrisse un'opera molto celebre "Il mistero delle cattedrali" (anche se molti sostengo sia stato scritto da Schwaller e Fulcanelli se ne prese il merito, rubandogli le idee) ed è proprio nell'introduzione della prima edizione che leggiamo il nome di questa società segreta occultista:

... Perciò la mia intenzione non è quella di analizzare il "Mistero delle Cattedrali", né di sottolineare il bello stile e il profondo insegnamento. Confesso umilmente la mia incapacità e preferisco lasciare ai lettori  il compito di apprezzare il libro, e ai Fratelli di Heliopolis...

Eugène Canselie, tdiscepolo diretto del Maestro e scrittore della precedente citazione, fondò la misteriosa e dal nome alquanto bizzarro: I fratelli di Heliopolis

Gli adepti erano dediti allo studio delle opere di Nicolas Flamel e Basil Valentinus. Rastrellavano i negozi di libri di seconda mano a Parigi alla ricerca di vecchi testi di alchimia. In un antico volume che stava catalogando per una libreria di Parigi, Fulcanelli trovò un manoscritto sbiadito e lo rubò. Quel manoscritto di sei pagine spiegava che il colore è un elemento importante del segreto degli alchimisti ma Fulcanelli, il cui approccio all’alchimia era di tipo materialistico, non riuscì a capire. Schwaller lo aiutò interpretando il testo.

La Fratellanza di Eliopoli prese il nome dall'antica città egizia di Anu, chiamata Heliopolis ("Città del sole") centro di studi alchemici dell'Egitto ellenistico.
I membri della confraternita tentarono di riscoprire i segreti dell'alchimia medievale utilizzando autori alchemici per le loro ricerche.
Tra i progetti principali della confraternita vi fu la ricerca sui vetri colorati della cattedrale di Chartres, ottenuti con processi alchemici che i moderni metodi industriali non sono mai riusciti a replicare con successo.

La storia di Fulcanelli, permeata di mistero e magia, si snoda nella Parigi dei ruggenti anni Venti ma in realtà, chi era davvero quest'uomo così enigmatico e misterioso da doversi nascondere dietro uno pseudonimo? E quali erano i segreti all'interno della fratellanza?

I misteri sono tanti, così come i possibili volti dietro al soprannome. Molti tuttora sostengono, ufficiosamente, che dietro ci sia Schwaller, ma da alcuni scritti dell'autore si evince altro. Egli infatti scrive:

"Fulcanelli deve essere inteso come il nome generico di un molteplice sforzo che si è protratto per quasi mezzo secolo... Si ricordi, quando dico Fulcanelli, intendo quell'intero gruppo di letterati e "soffiatori"...

...tutti hanno contribuito a dar forma alla produzione di Fulcanelli, una volta diffuse le mie idee fra di loro

Capiamo con queste parole dispregiative quanto l'alchimista francese abbia mal sopportato questi proto-chimi e alchimisti materialisti.

E' difficile stabilire quale sia la verità dietro a ciò, mi rimane però la certezza di sostenere quanto tutto questo sia interessante e misterioso.

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